Pane, amore e... Ciociaria

Il Pane

Il pane vanta origini antichissime e, da sempre, è una colonna portante dell’alimentazione ciociara. La sua storia e la sua produzione sono strettamente legate all’uso quotidiano.

Un tempo, ogni massaia preparava il pane in casa per poi recarsi nei forni a legna presenti in paese. Durante il tragitto o nell’attesa dell’infornata, il pane riprendeva a lievitare una seconda volta conferendone le tradizionali peculiarità.

Ingrediente fondamentale è il lievito madre, di volta in volta rinforzato con acqua e farina ed in parte conservato per le successive preparazioni. Le farine utilizzate, nella maggior parte dei casi provenivano dalle coltivazioni di famiglia, poi portate al mulino per la macinazione rigorosamente a pietra.

Il pane bianco di frumento era considerato un prodotto speciale da destinare ai giorni di festa, solo le famiglie abbienti potevano consumarlo quotidianamente, in alternativa c’era il pane giallo, comunemente detto “fallone”, ricavato dalla farina di mais, poco lievitato, molto friabile ma ricco di fibre. Si deve alla sua lavorazione la particolarità del pane giallo: la cottura, infatti, avveniva avvolgendo le pagnottine in foglie di cavolo per fare in modo che non si sbriciolassero e consentire tra l’altro di integrare le vitamine del gruppo B alla farina di mais, carente sotto questo aspetto.