Pane, amore e... Ciociaria

I Ratafia

I ratafià sono dei liquori che si preparano con l’infusione a freddo di fiori e frutta nell’acquavite o nel vino con l’indispensabile aggiunta di zucchero. Si ottiene un liquore dolcissimo, succoso e fruttato dal colore rosso-violastro e da un profumo che rimanda immediatamente ai frutti di bosco.

Le origini del liquore sembra potersi attribuire all’Ordine Cistercense, in Piemonte, nel 1600. Sull’origine del nome, due sono le principali ipotesi: la prima, allude alla formula latina pax rata fiat che sanciva l’accordo di pace tra due potenze belligeranti brindando con questo liquore; la seconda, richiama la locuzione rata fiat che suggellava atti notarili ed accordi commerciali. Molte altre, però, sono le ipotesi su quale sia la reale origine del nome.

I ratafià sono comuni a molti paesi europei, ognuno dei quali ha modificato la ricetta per la sua preparazione. I più simili tra loro, sono i ratafià italiani, francesi e spagnoli che si discostano solamente per alcune note speziate..

La preparazione del ratafià, nel centro Italia, parte dalle amarene con un lungo procedimento. Come prima cosa, vengono lasciate macerare assieme allo zucchero in vasi di vetro esposti al sole per 30 giorni. Trascorso questo arco di tempo, si aggiunge il vino rosso (a volte con l’aggiunta di alcol o acquavite) e spezie come la cannella lasciando macerare il tutto per un periodo che va dai 30 giorni ai 6 mesi agitando periodicamente il tutto.

Dopo la macerazione, si può filtrare ed imbottigliare il liquore da degustarsi, preferibilmente, a fine pasto.